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Storia e tradizioni

Il Fortore fu abitato quasi sicuramente fin dall'antichità. Resti di animali e di utensili sono stati ritrovati un pò in tutto il territorio. Nell'età del ferro arrivarono i greci, che però non ebbero molta influenza sugli abitanti della zona,ma solo su quelli della pianura costiera. Più agguerriti e più operosi dei navigatori greci, gli etruschi avanzarono poi per via terra e influirono invece sugli abitanti dell'interno. Dominarono per più di un secolo fino a quando arrivarono i sanniti. Costoro sentirono che la loro civiltà era di gran lunga inferiore a quella dei popoli sottomessi e la rispettarono ovunque. Al dominio sannita si contrappose la forza dei romani contro la quale ogni strenua resistenza fu vana. Dopo la caduta dell'impero romano la zone fu occupata prima dai Goti, poi dai Bizantini e verso il 570 dai Longobardi. Essi fecero di Benevento il centro del loro gastaldato, e fondarono altri ducati nella provincia.
I primi cenni storici su Foiano sono antecedenti all'età Normanna, durante il quale fu feudo del Drago.
Il suo nome è riportato nel Cedolario della Capitanata del 1320.
Sotto gli Angioini era in possesso della badia di S. Maria del Gualdo Mazzocca e passò successivamente ai Decapitani di Novara.
Eletto insieme a questa in commenda venne successivamente in possesso di vari cardinali tra cui Carafa, Ghigi, Borghese, Costanzo, Caracciolo e tra i vescovi Rossi e Gutheler, quest'ultimo confessore della regina Carolina.
Nell'anno 1156, Papa Adriano IV con bolla del 14 aprile, autorizzo la costruzione del monastero di S. Maria del Gualdo Mazzocca, eretto sulle rovine di un tempio pagano dedicato a Polluce, e lo pose sotto la protezione della sede apostolica.
Il monastero non fu sempre badia, ma lo divenne più tardi quando ampliò la sua giurisdizione ad un elevato numero di monasteri e chiese delle Puglie, del Molise e della Campania.
La badia tocco nel secolo tredicesimo l'apice dello splendore dando vanto e lustro a tutta la zona. Nel 1456 venne colpita da un violento terremoto.
L'abate Domenico Lagonissa ricostruì in parte l'antica badia ma nell'incendio del 1630 fu completamente distrutta e con i resti fu edificata una cappella consacrata dall'Arcivescovo Orsini di Benevento nel 1716 (22 luglio).
Ancora oggi è tradizione celebrare con festa grande S. Giovanni eremita protettore del paese nella chiesetta sorta nella chiesetta sorta sulle rovine dell'antico monastero.
Per quanto concerne l'origine del toponimo secondo alcuni sarebbe una derivazione di Forum Jani anche se la prima attestazione onomastica e Fuganum, con un probabile praedium romano.

 

Feste:

Fra le feste più importanti vi è quella di San Giovanni Eremita e dell'Emigrante.
Fra le fiere ricordiamo quella del Beato Giovanni e il mercato settimanale che si tiene ogni sabato.